Creare una holding, che sia pura, mista, gestionale o familiare, è un tema piuttosto delicato e che in pochi ancora conoscono approfonditamente. Ma in ogni caso si tratta di un tipo di società capace di influenzare significativamente diversi aspetti della vita aziendale e familiare.

Solitamente, la maggior parte degli imprenditori italiani non considera l’opzione di costituire una holding, principalmente a causa della convinzione che tale processo sia troppo complesso. Oppure, che sia riservato esclusivamente ai gruppi industriali di grandi dimensioni, ignorando gli innumerevoli vantaggi, legali, successori e fiscali, che si possono ottenere.

 

Cos’è una Holding

La holding è una società che possiede e che gestisce quote o partecipazioni di altre società operative, che possono essere controllate o collegate. In genere la creazione di una holding è finalizzata a esercitare un’attività direttiva nei confronti di altre società, che possono operare nello stesso processo produttivo o in settori diversi, esercitando su di esse una attività di direzione e coordinamento, attraverso indicazioni e direttive e con la prestazione di servizi amministrativi, contabili e commerciali.

La holding di solito esercita il controllo detenendo la maggioranza delle azioni o quote nelle società figlie, ma a volte il controllo delle società operative può anche essere ottenuto attraverso contratti di natura finanziaria o economica. Tuttavia la holding non partecipa e di solito non deve partecipare direttamente alle operazioni quotidiane delle sue sussidiarie, concentrandosi invece sulla definizione della strategia generale, sulla supervisione e sul controllo delle performance.

Uno dei principali vantaggi della creazione di una holding è quello di poter proteggere non solo il patrimonio aziendale, ma anche quello personale. Infatti, la holding è proprietaria delle quote al posto dell’imprenditore, che se ne distacca completamente per proteggere i beni e le persone dal rischio della società sottostante operativa. Così facendo, se una attività dovesse subire il rischio che ogni impresa deve affrontare, di questo rischio e della crisi dell’impresa risponderà solo la società operativa con il suo patrimonio e non l’imprenditore con il proprio patrimonio personale.

È anche importante ricordare che le società controllate da una holding, sono indipendenti giuridicamente, ottenendo così, oltre a ridurre il rischio d’impresa, anche di limitare perdite di patrimonio.

 

Holding pura, mista, di gestione o familiare: le differenze

Esistono molte tipologie di holding, classificate a seconda della loro utilizzazione e della loro attività, ma tra le più diffuse, ed utilizzate dagli imprenditori, troviamo:

  • Holding pura, o finanziaria;
  • Holding mista, o operativa;
  • Holding pura, dinamica;
  • Holding personale;
  • Holding di famiglia.

La holding pura (o finanziaria) è una società statica e non si occupa della produzione o dello scambio di beni e servizi direttamente. La sua funzione principale nei confronti delle società affiliate consiste esclusivamente nel controllo, gestione e compravendita delle partecipazioni, spesso solo allo scopo di puro godimento.

Al contrario, la holding operativa, o mista, non solo coordina le attività delle società affiliate, ma si occupa anche direttamente di un’altra attività di produzione o scambio di beni e servizi. Spesso gli imprenditori che svolgono attività operative acquisiscono partecipazioni in altre imprese e, senza saperlo, se si verificano certe condizioni, entrano in possesso di una holding.

È importante quindi sottolineare che la natura della holding operativa è in contrasto con quella della holding finanziaria. Di conseguenza, una società non può assumere contemporaneamente sia il ruolo di holding finanziaria sia quello di holding operativa.

La holding dinamica, ha invece lo scopo di controllare e gestire società partecipate che svolgono attività fra di loro interdipendenti e strategiche. Ad esempio una società che produce beni e servizi ad alta tecnologia ma che per la realizzazione si avvale di società residenti in altri paesi.

Infine, in base al numero ed ai rapporti tra soci e persone fisiche, le forme di holding più comuni tra gli imprenditori italiani sono quella personale e quella familiare, gestita dai membri di una stessa famiglia. In Italia, questa tipologia di holding assume principalmente la struttura giuridica di una società a responsabilità limitata.

Le holding familiari sono generalmente finalizzate alla gestione e protezione del patrimonio familiare, oltre a facilitare il passaggio generazionale.

 

I vantaggi delle holding

La decisione di creare una holding, pura o di qualsiasi altro tipo, può venire dalle più svariate motivazioni, ma non molti conoscono tutta la serie di vantaggi di natura fiscale, finanziaria, giuridica e gestionale che si possono conseguire.

Ad esempio, uno dei principali motivi per creare una holding consiste nella protezione del proprio patrimonio rispetto a quello della società operativa, essendo ben divisi e distinti. Oppure la facilità della gestione del passaggio generazionale all’interno della famiglia. O ancora, l’agevolazione dell’internazionalizzazione dell’impresa e lo sviluppo degli affari familiari e imprenditoriali utilizzando strutture estere.

Un altro tra i benefici che più spinge gli imprenditori ad optare per una holding, riguarda i vantaggi fiscali. Infatti, grazie alle holding è possibile, nei limiti della legge, pagare meno tasse, applicare il regime della participation exemption (Pex), usufruire della tassazione ridotta o dell’esenzione sui dividendi, conseguire con maggiore facilità finanziamenti infragruppo, e molto altro ancora.

 

Quanto costa creare una holding?

I costi per costituire e gestire una holding possono variare significativamente in base a diversi ed innumerevoli fattori. Ad esempio la giurisdizione in cui viene costituita, la complessità della struttura societaria, i servizi professionali necessari, le tasse locali e altri requisiti normativi. Tuttavia, ci sono alcuni “costi fissi” a cui tutti gli imprenditori devono andare in contro prima e durante l’apertura di una holding.

Alcuni tra questi possono essere:

  • Costi di costituzione: includono le spese legali per la registrazione della società, i diritti di registrazione e altre tasse legate all’atto costitutivo.
  • Onorari professionali: destinati ad avvocati, commercialisti o consulenti finanziari per assistere nella progettazione e nella gestione della holding.
  • Costi amministrativi: legati alla gestione quotidiana della holding, come la tenuta della contabilità, la presentazione di documenti statutari e altre attività amministrative.
  • Tasse: le holdings possono essere soggette a tasse specifiche, come ad esempio l’imposta sul reddito delle società o altre tasse locali. La struttura fiscale può variare in base alla giurisdizione.
  • Costi di adempimento normativo: associati all’adempimento dei requisiti normativi locali, come la presentazione di relazioni finanziarie o la conformità ad altre leggi aziendali.

Infine è importante tenere in considerazione altri costi extra, come le spese per consulenze finanziarie, assicurazioni e altri servizi necessari per la gestione efficace della holding.

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